Chi
siamo
RIFERIMENTI
PROVINCIALI
L'attività della Gilda e del SAM-Gilda in
provincia di Frosinone è una realtà in continua
crescita.
Il numero degli iscritti e dei simpatizzanti è
in continua espansione, grazie alle battaglie condotte nell'ambito
della tutela degli insegnanti e della loro professionalità.
Le nostre sedi in provincia sono tre, collocate razionalmente
sul territorio:
- A Frosinone in via ALDO MORO 87- Tel. 0775-870651
Fax 0775-821173(Si riceve il MARTEDIì, MERCOLEDI'
GIOVEDI e VENERDI' ore 16.00/18.00)
- A Sora in Via Lucio Gallo n°15 ( Si riceve
il LUNEDI' e GIOVEDI' ore 16.00/18.00)
- A Cassino in viale Dante 101 - tel. 0776-24659
(Si riceve il LUNEDI' e MERCOLEDI ore 16.00/18.00)
E' possibile, comunque, contattare i responsabili
e dirigenti provinciali ai seguenti recapiti telefonici:
- Coordinatrice provinciale GILDA e SAM-Gilda:
Ins. Sgroia Marilena 338/8039705
- Vice Coordinatore provinciale GILDA:
Prof. Guida Aldo 329/3813505
- Collaboratore del Coord.: Prof. Michele Carnevale
328/4150600
COSA
E' LA GILDA
La Gilda dei Comitati di Base degli Insegnanti (è
la denominazione originaria) è sorta durante la lotta
contrattuale dell' '88 (come associazione nazionale si è
diffusa dopo il 1990, e dal 1997 è presente nella maggior
parte delle province) ed è stata fondata da quei colleghi
che hanno deciso di impegnarsi direttamente, senza più
delegare la rappresentanza della propria condizione ai sindacati
tradizionali, perché questi non riconoscevano la specificità
docente e parlavano genericamente di "comparto scuola",
come comparto del "pubblico impiego" (vedi legge
quadro del 1983).
Quei sindacati erano, a giudizio dei fondatori della Gilda,
o senza linea e dediti principalmente ai servizi individuali
(SNALS) o guidati da politiche ed ideologie estranee alla
scuola (confederali). In particolare i sindacati confederali
non hanno mai voluto capire la specificità e la qualità
del lavoro degli insegnanti e, più in generale, del
lavoro intellettuale, e hanno sempre cercato di quantificarlo
e di trattarlo come lavoro esecutivo.
La Gilda (il cui nome deriva, in senso ironico, da quello
delle corporazioni medioevali, tese a salvaguardare la ”qualità”
della professione o del mestiere, e a liberarsi inizialmente
dai vincoli delle oligarchie feudali – nel nostro caso
oligarchie politiche e burocrazie sindacali ), è una
libera associazione che si impegna su due versanti. Da un
lato è associazione professionale, volta al miglioramento
dell'istruzione pubblica e alla valorizzazione della professione
docente; dalI'altro persegue anche fini sindacali, difendendo
le condizioni di vita e di lavoro della categoria.
La specificità della
figura dell'insegnante
Per la Gilda I'insegnante deve essere in possesso di metodologie
didattiche, di saperi specifici, di capacità relazionali.
Per questo I'Associazione ha sempre chiesto:
la formazione post-laurea dei futuri docenti, a numero programmato,
per immettere nella scuola professionisti preparati (e per
evitare il fenomeno dell'indegno periodo pluriennale di precariato
per i giovani insegnanti, sistemando la questione precariato
una volta per tutte, anziché perpetuarla con ben quattro
(!) graduatorie);
programmi di formazione in servizio obbligatori e a spese
dell'Amministrazione.
La Gilda è contraria alle forme di ingresso ”ope
legis”, da sempre fonte di clientelismo.
Sulla questione retributiva, la Gilda ha sempre insistito,
considerando avvilente e demotivante un trattamento che abbassa
gli insegnanti ai livelli dei non laureati del Pubblico Impiego.
Se I'insegnante è almeno un semiprofessionista (“semi”
in quanto dipendente), la sua figura sociale è determinata
anche dal reddito che ricava dalle sue prestazioni. Occorre
adeguare gli stipendi ai livelli dei paesi dell'Unione Europea,
anche perché non sussistono più privilegi come
le pensioni baby.
La posizione particolare del docente è garantita dalla
Costituzione, poiché, al pari dei magistrati, il docente
non ha ”superiori” per quanto riguarda la sua
competenza specifica; non è, nel suo lavoro, costretto
dal ”rapporto gerarchico”. Ne deriva che la sua
figura deve essere caratterizzata in sede contrattuale: per
questo la Gilda chiede da sempre un'area di contrattazione
separata per i docenti, diversa da quella del personale ATA,
nonché il ruolo unico e I'aggancio con I'Università.
Oggi capita addirittura che personale ATA di confederali e
SNALS possano rappresentare la nostra categoria nelle vertenze
e nelle RSU, o che dirigenti scolastici, che hanno un contratto,
loro sì, separato, siano a capo dei sindacati che dicono
di rappresentare i docenti !
La linea scolastica della Gilda
L'Associazione – è una sintesi necessariamente
approssimativa – intende contribuire al rinnovamento
dell'istruzione, senza rinnegare alcune specificità
dell'esperienza italiana: rifiuta quindi visioni di taglio
prevalentemente assistenziale o "socializzante”,
causa, tra le altre, dello scadimento dei livelli di apprendimento.
Questo va riaffermato nel momento in cui la maggior parte
delle forze politiche e sindacali, e della stessa classe dirigente
scolastica, sembrano accettare I' idea di una scuola ”totale”,
incaricandola di sopperire a tutti i disagi, le patoIogie,
le arretratezze della società attuale.
Per definire le sue posizioni la Gilda ha elaborato numerosi
documenti ufficiali – ai quali rimandiamo – tra
cui la piattaforma contrattuale. La Gilda è favorevole
a misure di razionalizzazione della struttura scolastica,
purché esse non siano dequalificanti e volte solo a
fini di risparmio; rifiuta rivendicazioni demagogiche al solo
fine di aumentare I'occupazione nella scuola, e però
è anche contraria al blocco del turn-over che si traduce
in una sclerotizzazione del corpo insegnante. La Gilda è
stata favorevole alI'autonomia didattica e gestionale delle
scuole, come antidoto al dominio della burocrazia ministeriale.
Ma l'autonomia, sotto i vari governi di diversi colori, è
stata intesa dai ministri come aziendalizzazione della scuola,
per di più con un maggior peso della burocrazia centrale
e decentrata: la scuola come servizio per il cliente-utente.
Ma la scuola è un'istituzione,non un servizio simile
alle poste o alle ferrovie: infatti è obbligatoria.
Lo studente, l'allievo non è un consumatore.
La Gilda richiede un progetto complessivo di politica scolastica
che ponga fine alle riforme parziali ed estemporanee, alle
sperimentazioni senza verifica, alla mancanza di una strategia.
L'adesione alla Gilda
La Gilda è una associazione apartitica, e intende
differenziarsi dalle organizzazioni che hanno legato i sindacati
dei docenti ai partiti con risultati deleteri. L'Associazione
è "trasversale", perché ad essa aderiscono
gli insegnanti uniti dalI' orgoglio (il gusto, il piacere,
la passione) della loro professione, anche se, come cittadini,
si battono, in altri campi, per diversi soggettivi –
e legittimi – impegni civili o scelte ideali.
La Gilda quindi non è una associazione ideologica –
I'ideologia divide i colleghi –, e non è neanche
un sindacato ”pedagogico” (che si proponga di
portare gli erranti sulla “retta via”), ma I'unione
degli insegnanti in quanto tali, sulla base della solidarietà,
degli interessi professionali comuni e dell'idea di mantenere
I'istruzione ad un livello degno di un paese civile.
L'associazione e la politica
La Gilda ”fa politica” solo in quanto identifica
I'interesse dell'istruzione pubblica con gli interessi del
paese, e in questo senso si impegna a realizzare I'adempimento
costituzionale: la scuola deve concorrere a ”rimuovere
gli ostacoli di ordine economico e sociale che…..impediscono
il pieno sviluppo della persona umana", ecc.(art.3).
In questo senso rileva che la deriva assistenziale della scuola
italiana rende sempre più difficile il ruolo dell'istruzione
come momento di promozione sociale. La scuola “facile”,
senza alcuna forma di selezione orientativa, è sempre
più classista: affida la selezione al mercato, e impedisce
ai capaci e meritevoli, se sprovvisti di mezzi e cultura di
partenza, di emergere attraverso lo studio.
L'Associazione promuove e difende la libertà di insegnamento
ed è pluralista per sua origine e natura, rifacendosi
in ciò agli art.33 e 34 della carta costituzionale.
E' disponibile a rapportarsi con tutti soggetti (partiti,istituzioni,associazioni
economiche, culturali, giovanili, sindacali e sociali, ecc.)
allo scopo di contribuire al progresso della scuola. La Gilda
non può essere pregiudizialmente contro o a favore
di alcun governo, ma decide il proprio atteggiamento in base
a ciò che considera vantaggioso per la pubblica istruzione
e per gli insegnanti. Non partecipa ideologicamente allo scontro
tra maggioranze e opposizioni. Anche perché rileva
che tutti i governi e praticamente tutte le forze politiche
e sindacali (parlando degli ultimi vent'anni, per esempio)
hanno trascurato i problemi della scuola o li hanno utilizzati
per i loro scopi politici e le loro clientele.
Metodi e organizzazione
L'Associazione Gilda ritiene che i mezzi più adatti
per I'affermazione dei propri ideali siano I'informazione,
il dibattito, la persuasione. Non intende trasformare i colleghi
più attivi in funzionari e poi in burocrati sindacali.
Per questo chiede un superamento delle RSU, e considera potenzialmente
devianti i distacchi sindacali: propone il semiesonero per
alcuni, per un periodo limitato, in modo che non perdano il
rapporto diretto con il mondo della scuola. Se oggi la Gilda
accetta i pochi distacchi concessi è anche perchè
deve fronteggiare le molte centinaia di distacchi con cui
SNALS, CGIL, CISL, UIL-scuola, attraverso i CAAF, i patronati
e i servizi ottengono tessere con cui poi rivendicare la contrattazione
a nome della maggioranza della categoria.
Nei limiti del possibile, e nelle forme di rappresentanza
e di delega liberamente decise, tutti i colleghi devono partecipare
alla discussione e all'elaborazione della linea della Gilda,
anche i non iscritti attraverso le assemblee. Tutti i colleghi
a turno devono poter dirigere I'associazione.
Nei contrasti con le controparti, la Gilda ritiene che si
debbano usare tutti i metodi più adeguati, all'interno
e all'esterno delle scuole, purchè questi metodi non
siano in contrasto con le regole della deontologia professionale
(come voti ”politici”, distruzione di registri,
lezioni-farsa, ecc.). Vanno abolite o modificate la legge
146 e le altre disposizioni antisciopero, come anche quella
che favorisce i sindacati confederali complessivi nella contrattazione
nei singoli comparti.
Le prospettive
La Gilda non si illude di rovesciare in breve tempo le conseguenze
di almeno vent'anni di disinteresse verso i docenti da parte
delle forze politiche, e di vent'anni di sistematica distruzione
della coscienza e dell'orgoglio della categoria, di scadimento
del prestigio dell'insegnante, anche da parte delle forze
sindacali ufficiali: crede però possibile esercitare
un'azione per motivare, rivalutare e riqualificare gli insegnanti,
fino ad arrivare, nella scuola, ad una grande unione professionale
indipendente, di tutti i docenti (come esiste in tanti altri
grandi paesi) che possa dialogare da pari a pari con gli altri
soggetti istituzionali, sociali, politici.
Per un reale cambiamento della condizione dei docenti, non
basta denunciare e additare le altri responsabilità.
Prima di tutto, una trasformazione deve avvenire nella mentalità,
nel modo di ragionare di sentire e di rappresentarsi degli
insegnanti, perché essi si liberino da ogni forma di
interessata tutela e acquistino fiducia in sé stessi
e nella propria funzione. Senza partecipazione e impegno a
parte di tutti, anche le migliori linee generali rimangono
sulla carta.
Tutti i docenti che ritengono possibile migliorare la propria
condizione e quella della istruzione hanno il dovere di impegnarsi
personalmente. Abbiamo il dovere di scegliere. Ognuno di noi
è anche responsabile del suo destino.
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